le tentazioni no! .........
lunedì 23 gennaio 2012
sabato 14 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
...
Dopo qualche anno di permanenza in un posto mi stufo e vorrei andare altrove...
cambiare città..vita..casa..abitudini..amicizie..
mah..
è tornata anche stavolta.. con l'aggravante che non vedo possibilità di costruirmi una vita "seria" da queste parti.. un 'intera città non c'è più.. si è sgretolata davanti ai miei occhi ed io ho vissuto il suo declino.. una città inesistente...come si può vivere in una città inesistente?
non si può..
non si può più ...
e quindi dovrei andare via..
volevo andare via anche dieci anni fa..attratta da un posto che credevo (a ragione) mi fosse più congeniale... ma ora..
ora sono stanca anche di questo ...

martedì 13 dicembre 2011
Solo un uomo -N. Fabi-
E' solo un uomo quello di cui parlo
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra quando striscia
le sue serate le sue ferite
le donne amate e poi dimenticate
dell'ambizione della speranza
le ragnatele della sua stanza
di quando ha paura di morire
e un orgasmo la fa tremare
di quando la vita non è così come appare
e' solo un uomo quello di cui parlo
quando inciampa nella sua ombra
quando cammina sull'acqua e non affonda
e' solo un uomo quello di cui canto
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona
parlo di quando spara a suo fratello
e s'inginocchia a un portafoglio
quando osserva l'infinito
attraverso il suo ombelico
quando sventola una bandiera
o ci si nasconde dietro per paura
una menzogna è più cattiva
nascosta dentro una preghiera
e' solo un uomo quello di cui parlo
di una doccia dopo un tradimento
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto
è solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire e solo partire
o è anche scappare
è solo un uomo quello che mi commuove
che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare
è solo un uomo ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore si deve conservare
si deve trasformare
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra quando striscia
le sue serate le sue ferite
le donne amate e poi dimenticate
dell'ambizione della speranza
le ragnatele della sua stanza
di quando ha paura di morire
e un orgasmo la fa tremare
di quando la vita non è così come appare
e' solo un uomo quello di cui parlo
quando inciampa nella sua ombra
quando cammina sull'acqua e non affonda
e' solo un uomo quello di cui canto
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona
parlo di quando spara a suo fratello
e s'inginocchia a un portafoglio
quando osserva l'infinito
attraverso il suo ombelico
quando sventola una bandiera
o ci si nasconde dietro per paura
una menzogna è più cattiva
nascosta dentro una preghiera
e' solo un uomo quello di cui parlo
di una doccia dopo un tradimento
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto
è solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire e solo partire
o è anche scappare
è solo un uomo quello che mi commuove
che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare
è solo un uomo ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore si deve conservare
si deve trasformare
sabato 10 dicembre 2011
Sarena pensa....(pure troppo)
Mi ostino a voler chiarire quello che non mi quadra, quello che mi fa soffrire, quello che mi lascia perplessa. E continuo a farlo con le persone a cui tengo di più (anche perché di chiarire con gli altri non mi interessa poi molto...) Però ogni volta, puntualmente, vengo fraintesa, non ascoltata, non capita. O, semplicemente, gli altri capiscono solo quello che vogliono...
Nei rapporti che considero "veri" (e forse sbaglio anche in questo) credo sia di fondamentale importanza dirsi le cose dritte in faccia; con i dovuti modi, certo, ma è un dovere farlo: ci si confronta, si superano le perplessità che si hanno e magari ci si accorge che ci si è semplicemente fraintesi e allora, amici come prima più di prima!
Ma ho capito che alle persone non piace chiarire (l'ho capito ma non riesco a fare a meno di volere chiarezza a tutti i costi....)
Non piace confrontarsi? Non piace esporsi? Non piace dire quello che si pensa? Piace invece nascondersi dietro un atteggiamento di finta accondiscendenza, di falsa tolleranza così poi, quando fai presente che non sei così idiota e quindi capisci quando un atteggiamento non è poi così sincero, la colpa è tua che "ti fai troppi problemi"....!
E insomma alla fine ti assalgono pure i dubbi perché pensi davvero di essere diventata paranoica...
Dovrei crescere... lo so... o forse dovrei diventare più egoista e lasciare che siano gli altri a chiedermi, a cercarmi, a volermi parlare... Significherebbe mettermi sulla difensiva....
potrei diventare un portiere.......
sabato 26 novembre 2011
...così ....
Ma perché si deve essere sempre vincenti?
Non posso semplicemente provare a fare sempre del mio meglio senza dover affannarmi a correre più veloce degli altri perché altrimenti mi fregano il posto?!
E' una lotta perenne e quotidiana.. devi sorpassare perché devi essere il più veloce;
ti devi sedere in prima fila altrimenti non ti nota nessuno e non puoi elargire i tuoi sorrisetti finti nella speranza che vengano ricambiati da chi ti sta seduto di fronte;
devi avere sempre la risposta pronta perché altrimenti non sai farti valere;
devi avere sempre la battuta a portata di mano, altrimenti sei banale;
dei sempre urlare più degli altri, sennò chi ti sente!
Devi farti valere! Non farti fregare da chi ti vuole superare nella fila alle Poste, da chi vuole schiacciare te e la tua utilitaria col suo enorme SUV, da chi ti guarda con aria di superiorità solo perché ricopre un ruolo più retribuito del tuo, da chi considera la tua educazione una forma di sottomissione...
Mi sono stancata dei prepotenti.
Io non lo sono..non lo sono mai stata e non voglio esserlo!
Non sono frustrata da questi atteggiamenti...sono semplicemente infastidita...
Molte volte sono arrivata dietro agli altri e molte altre ho lasciato che gli altri arrivassero prima di me.. perché in quel momento mi sembrava giusto così e credo ancora che lo fosse!
Non voglio urlare, perché sembrerei solo una patetica oca starnazzante in mezzo a tante altre.
Voglio essere gentile...voglio portare rispetto e non voglio negare una parola buona, un gesto carino e un sorriso quando è necessario.
Non voglio sembrare buonista ma non voglio nemmeno diventare una "macchina da guerra".. non è nella mia natura.
Voglio restare nelle seconde file, se necessario e guardare da lì il circo che gira istericamente di fronte a me.
mercoledì 23 novembre 2011
echetelodicoafa'....
Ma... questi momenti di sconforto misto a incertezza, tristezza, fastidio, stanchezza.... saranno normali???
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