venerdì 26 agosto 2011


... adoro questo calore ...



giovedì 25 agosto 2011

Mi ricordo da sempre queste voci sussurrate...questi lunghi silenzi... quest'aria carica di tensione... ci sono cresciuta e, nonostante tutto, ancora mi fa male...mi genera ansia, tristezza...
Ho provato mille volte a provare a far finta di niente... a dirmi che in fondo sono solo discussioni loro, private, non c'è bisogno di intromettermi, peggiorerei soltanto le cose...
e invece mi sono intromessa spesso, seguendo l'istinto di una figlia che vorrebbe solo che le cose andassero come devono andare, come tutti dicono che dovrebbero andare e come il suo stesso istinto le suggerisce...
ho urlato, insieme a loro, ho pianto, ho gridato la mia sofferenza, provando a mediare, a parlare, a far ragionare due persone che, ormai, a questo punto, credo non abbiano mai avuto nulla da dirsi, che forse non si sono mai amate...legate solo da un affetto che nasce da un rapporto nato così, e cresciuto così....non sanno neppure loro come...
troppe cene in silenzio, accanto a due persone che in quei momenti mi sembravano così sciocche, patetiche, insensibili ed egoiste, che mi hanno portato a temere mille volte di credere di non averle mai stimate molto... in fondo non mi hanno mai trasmesso un grande modello di amore e rispetto familiare...come avrei potuto stimare il loro modo di fare, di essere...?
mi rattrista molto tutto questo... vorrei e dovrei avere una considerazione migliore.
Dovrei ammirarli mentre parlano tra loro, cercando di carpire i modi e le maniere con cui ci si rapporta alla persona che si ha affianco da una vita. Avrei dovuto imparare molto dell'amore, da loro... forse sono cresciuta con la caparbia volontà di riuscire a trovare un barlume di positività, in quel rapporto...ma adesso mi rattrista prendere coscienza della commiserazione che provo nei loro confronti...

mercoledì 24 agosto 2011

Perle...



"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.
Un paese vuol dire non essere soli,
sapere che nella gente, nelle piante, nella terra
c'è qualcosa di tuo, che
anche quando non ci sei
resta ad aspettarti."

Cesare Pavese
- La luna e i falò -

martedì 2 agosto 2011

...

Ho ritrovato per caso questo pensiero, scritto a dicembre dello scorso anno, in un periodo un po' particolare e, senza dubbio, negativo... Ho deciso di scriverlo qui, come ad esorcizzare quelle sensazioni così da poterle continuare ad affrontare, come cerco di fare quotidianamente... E' un senso di insoddisfazione che però mi accompagna sempre, inesorabile... e che torna comunque ...

... ho bisogno di tornare indietro di qualche mese ...
... ho bisogno che sia ancora estate ... che i pomeriggi siano interminabili ... che la calda lentezza di quei giorni mi continui ad appartenere ancora ...
... ho bisogno di tornare ad assaporare il tempo ... le stagioni ... il loro alternarsi ... ho bisogno di accogliere l'autunno e prepararmi all'inverno senza che venga Natale ed io non abbia avuto il tempo di rendermene conto ... proiettata, come sono, all'indietro ...
Non ho vissuto l'estate come avrei potuto, dovuto e meritato ... l'ho vissuta in agonia, nervosa, dispiaciuta, ancorata ad una vana speranza. E non mi sono accorta che il Natale è già arrivato ... che sono passati altri mesi ... che quest'anno sta per finire. Sono ancora lì ... a quei lunghi pomeriggi di attesa, di pensiero fisso ...
E le mie lenzuola di cotone, ancora ... i miei abiti di mezza stagione e il rifiuto della lana sono la dimostrazione di questa lontananza dal tempo reale ...
Oggi c'è il Sole ... un bel sole ... e da qui il cielo sembra quello di una mattinata di luglio, quando il tempo era fermo ...
Il tempo passa, però, e non ho avuto modo di rendermene conto ... forse non ho voluto farlo ... ma certamente avrei dovuto ... e non c'è traccia di Natale qui ...