Oggi, dopo - quasi - una vita, sono tornata in chiesa.
Non ne avevo molta voglia, in realtà. Stare lì dentro, ultimamente, mi da un senso di claustrofobia e, ogni volta che vado, mi sento di dover fuggire... di stare perdendo tempo...
Questa mattina, invece, sono rimasta...volentieri.
Il sacerdote è un amico di famiglia. L'aspetto minuto e rassicurante è perfettamente in accordo con le sue parole, il suo modo di esprimerle e le sue intenzioni.
In quei scarsi quindici minuti di omelia mi sono resa conto di stare attenta come rapita da quello che stavo ascoltando.
Penso di non riuscire più a Credere come una volta. Circostanze, cambiamenti, presa di coscienza e la volontà di avere un pensiero totalmente libero da qualsiasi forma di condizionamento hanno fatto sì, col tempo, che mi allontanassi da questo mondo ma questa mattina sono tornata ad esserne felicemente affascinata.
Ho pensato che deve esserci qualcosa di speciale, fuori dall'ordinario, in chi, realmente, affida la propria vita ad una Fede. Credere che ci sia un Essere ultraterreno, che si è fatto Uomo e che ci ha salvati...è impegnativo...
Ho pensato che fossero affascinanti tutte quelle metafore, quelle simbologie nascoste dietro ad un Vangelo... il suo significato, la sua interpretazione...
Così com'è interessante accostarsi a qualsiasi tipo di religione. Anche i monaci buddisti sono circondati da un alone di mistero e di trascendenza che non possono fare altro che rapire chi vi si accosta. Le preghiere islamiche, i loro rituali, il loro modo di venire espresse, affascinano, senza dubbio.
Non so se la fascinazione sia la forza delle Religioni. Avere Fede presuppone che ci si affidi a qualcosa, qualcuno che non si può conoscere fisicamente, praticamente... è restare affascinati dalla sensazione di benessere, credo, che la Fede dà..
Continuo nel mio cammino di scetticismo...! Ma anche io resto affascinata, ogni volta, ogni mattina, ogni sera, dal Cielo, dagli Alberi, dalle Nuvole, dal Sole...nelle mie stanze... è una Fede, anche questa...? credo di sì...
domenica 14 aprile 2013
lunedì 8 aprile 2013
Il tempo passa in fretta...
La sera del 6 aprile,
quest'anno,
un sabato,
sono uscita. Ero in un pub con degli amici. Il posto era stracolmo di persone.
Siamo usciti come ogni sabato.
Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato... come al solito.
Era un sabato speciale, però, quello...
Quattro anni fa,
la sera del 6 aprile,
ero in macchina
ad attendere che succedesse qualcosa,
qualsiasi cosa
che ci portasse via di lì.
Ero a cena, quindi e ho pensato, più di una volta, che non abbiamo accennato minimamente a cosa è accaduto quattro anni fa, proprio in quel giorno.
Non se ne è parlato e, guardandomi intorno, ho immaginato che nessuno dei presenti stesse parlando di questo.
Credo che sia stata una decisione netta, tacita, un accordo comune, esorcizzante.
Credo che ognuna di quelle persone, tra una risata e l'altra, abbia rivolto il proprio pensiero almeno per un momento a quello che succedeva quattro anni fa.
Qualcuno forse era in macchina, come me.. qualcun altro probabilmente era già fuggito... tutti eravamo di certo smarriti, persi, increduli, spaventati.
L'altra sera nessuno ha accennato a quanto successo.
Non so come pensare a questo. Di certo il non detto, a volte, fa molto più rumore delle parole.
I nostri pensieri facevamo rumore.
Potevo sentirli, immaginarli, toccarli quasi.
Ma il senso di auto protezione che ci accomuna ci ha permesso di nasconderli con un sorriso, una battuta e un bicchiere di birra.
E andiamo avanti.
...
quest'anno,
un sabato,
sono uscita. Ero in un pub con degli amici. Il posto era stracolmo di persone.
Siamo usciti come ogni sabato.
Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato... come al solito.
Era un sabato speciale, però, quello...
Quattro anni fa,
la sera del 6 aprile,
ero in macchina
ad attendere che succedesse qualcosa,
qualsiasi cosa
che ci portasse via di lì.
Ero a cena, quindi e ho pensato, più di una volta, che non abbiamo accennato minimamente a cosa è accaduto quattro anni fa, proprio in quel giorno.
Non se ne è parlato e, guardandomi intorno, ho immaginato che nessuno dei presenti stesse parlando di questo.
Credo che sia stata una decisione netta, tacita, un accordo comune, esorcizzante.
Credo che ognuna di quelle persone, tra una risata e l'altra, abbia rivolto il proprio pensiero almeno per un momento a quello che succedeva quattro anni fa.
Qualcuno forse era in macchina, come me.. qualcun altro probabilmente era già fuggito... tutti eravamo di certo smarriti, persi, increduli, spaventati.
L'altra sera nessuno ha accennato a quanto successo.
Non so come pensare a questo. Di certo il non detto, a volte, fa molto più rumore delle parole.
I nostri pensieri facevamo rumore.
Potevo sentirli, immaginarli, toccarli quasi.
Ma il senso di auto protezione che ci accomuna ci ha permesso di nasconderli con un sorriso, una battuta e un bicchiere di birra.
E andiamo avanti.
...
mercoledì 3 aprile 2013
Aprile, 6
Esistono ferite enormi
che non si rimarginano,
bruciano solo un po' meno, col tempo,
ma non guariscono.
Si finisce di medicarle, di cambiare cerotto
e proprio quando pensi che si stiano rimarginando
qualcosa torna a colpirle,
con forza
come la prima volta
e bruciano
pulsano
provi ad arginarle con le mani
con la mente
ma si riaprono
e devi trovare un altro cerotto
ancora più grande del primo
perché, chissà come,
l'eco di quel dolore
seppure sommesso ed offuscato
sembra più grande
più ampio
arriva da lontano
e porta con sé un alone di profonda tristezza
grigiore
inquietudine
che avvolge
e riapre i ricordi
sanguinanti
...
che non si rimarginano,
bruciano solo un po' meno, col tempo,
ma non guariscono.
Si finisce di medicarle, di cambiare cerotto
e proprio quando pensi che si stiano rimarginando
qualcosa torna a colpirle,
con forza
come la prima volta
e bruciano
pulsano
provi ad arginarle con le mani
con la mente
ma si riaprono
e devi trovare un altro cerotto
ancora più grande del primo
perché, chissà come,
l'eco di quel dolore
seppure sommesso ed offuscato
sembra più grande
più ampio
arriva da lontano
e porta con sé un alone di profonda tristezza
grigiore
inquietudine
che avvolge
e riapre i ricordi
sanguinanti
...
Iscriviti a:
Post (Atom)