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giovedì 20 marzo 2014

Papà

Belli i papà.
Quelli che ti scrutano e non parlano;
quelli con cui basta un gesto d'intesa per sentirsi protetti;
quelli che ti sorridono, la mattina, mentre fai colazione e non ti dicono nulla perché sanno che non sei ancora abbastanza sveglio per rispondere.

Quelli che battono i pugni sul tavolo e poi se ne pentono;
quelli che alzano la voce, tonante, e poi scoppiano in una risata;
quelli che fanno un passo indietro, quando c'è la mamma, in prima fila, a sgridarti.

Quelli che ti ascoltano, come nessun amico ha mai fatto;
quelli che ti rimproverano, perché vogliono vederti crescere;
quelli che ti abbracciano, timidi, dopo aver ricevuto un regalo.

Sono tanti, i papà.
Sono i nostri eroi, quelli che soffrono in silenzio pur di non dover ammettere, davanti a te, che stanno sbagliando e quelli che, se sbagliano, te lo dicono perché devi capire che non sono invincibili... anche se lo sono comunque.

Creature forti, sicure, tenere, i papà.
Ti amano e non te lo dicono. Ma tu lo sai e in quel silenzio c'è tutta la forza del mondo.

lunedì 13 ottobre 2008

La dura vita dello studente....universitario!

A dimostrazione del fatto che i miei cambiamenti d'umore sono sempre più frequenti (e preoccupanti, a volte ;-/) , oggi non sono per niente ottimista e felice come ieri.... sarà che è lunedi??!!...
No, è che sono sempre più sfiduciata riguardo il mio percorso universitario e sempre più preoccupata nei confronti di uno stabile futuro lavorativo che vedo sempre più lontano e precario...
Nella mia università non c'è organizzazione... a partire dall'ufficio informazioni!
Per dire, il tizio che deve rispondere alle tue richieste e, quindi, darti delle informazioni, è balbuziente... ora, tutto il rispetto per quell'uomo che dovrà lavorare pure lui, però non me lo puoi mettere dietro una scrivania a dare informazioni se per parlare si interrompe ogni due, tre parole! Non mi sembra ci voglia veramente una laurea per capirlo... Mettetelo a riordinare le carte, fategli fare qualsiasi cosa ma non fatelo rispondere alle domande che, in un'università dove non ci si capisce niente, sono sempre più frequenti... Anche per lui che farà una fatica immane a dover rispondere a tutti...!
E poi, l'addetta all'organizzazione della tabella degli orari delle lezioni... un'altra che te la raccomando!
L'altro giorno vado per chiedere delle informazioni riguardo il cambiamento d'orario di una lezione e la trovo seduta alla sua scrivania, con la sigaretta in bocca, la radio ad alto volume, che canticchiava, peraltro!
Sarà una persona felice (ho pensato, ingenuamente...) invece è una folle...
Mi ha risposto malissimo, dicendo che "sono non so quante volte che rispondo alla stessa domanda"... "e che cos'è"... "ne siete troppi! ma come devo fa!".......................
Me ne sono andata allibita, ringraziando educatamente e reprimendo un istinto omicida che stava per esplodere e, mentre andavo via, l'ho sentita borbottare non so cosa, infastidita e scocciata come se le avessi chieso la luna.........
Ma si può sopravvivere in un posto simile???
E poi i beneamati docenti..... lo spirito dell'insegnamento, la volontà di trasmettere a questi poveri studenti ignoranti le proprie conoscenze, esperienze, la soddisfazione di uscire da quell'aula con la consapevolezza di aver lasciato qualcosa di utile in quelle giovani menti...... macchè...... una volta un professore ci incoraggiò con un "tanto resterete precari a vita! come me!" ( e credo di aver intuito un lieve cinismo nelle sue parole, ma non voglio essere troppo maliziosa!....)
E poi ci riempiono di slogan stile: "INVESTI SUL TUO FUTURO"........ quale futuro, scusate??!!
Indicatecela voi una via.... o vi costa troppa fatica??..........................