lunedì 26 aprile 2010

lunedì 19 aprile 2010

sabato 17 aprile 2010

uuuuuh...........!

A volte mi sembra di essere come la protagonista del film "Se scappi ti sposo".
Una certa Maggie Carpenter, interpretata da Julia Roberts, che scappa di fronte a qualsiasi uomo che la porta all'altare.... solo alla fine si capisce che lei scappa non dai suoi uomini ma dal ruolo che lei assume in presenza di questi uomini: Maggie si adatta al partner di turno, accettando i suoi hobby, le sue credenze, i suoi modi di fare, illudendolo e, soprattutto, illudendosi, che tutto questo sia esattamente ciò che vuole anche lei.
Quando poi incontra l'amore, quello vero.... fugge anche da lui!
Perchè?
Perchè per amarlo davvero deve prima imparare ad amare sé stessa, a capire cosa lei vuole davvero per sé, a realizzare i propri sogni, a capire come le piacciono le uova... a fare ordine...
Lo capisce e, come ogni commedia americana che si rispetti, Maggie sposa il suo Ike, lontano da tutto e da tutti, in sella al suo cavallo...
Bello eh?!
Ecco... io ora non è che dovrei propriamente sposarmi e non è che io abbia abbandonato sull'altare chissà chi... però, a dispetto di una sceneggiatura leggera e spesso comica, questo film mi fa sempre riflettere, ogni volta che lo riguardo.
C'è una morale in tutto questo: per poter amare realmente l'altro bisogna imparare ad amare prima se stessi. Quante volte ho sentito questa frase!
Pare si debba fare così, per salvare un matrimonio, un fidanzamento, una relazione...
Io non ho ancora capito bene se mi adatto o no.... Non che io abbia avuto chissà quali grandi relazioni, ma, nella mia piccola esperienza amorosa, il più delle volte le cose sono andate male...
L'ultimo, ad esempio, mi ha fatto capire (anche se sono fermamente convinta, col senno di poi, che avrebbe dovuto capirlo prima lui di me!...) che, prima di poter iniziare un percorso insieme, bisogna fare ordine in se stessi... Forse avrà visto anche lui troppe volte il suddetto film...chissà...
Beh... fare ordine in me significa, a questo punto, provare a non innamorarmi più di uomini del genere!
Ironia a parte... forse un po' di ordine andrebbe fatto... a dispetto del mio comportamento tranquillo, pacato e, a detta dei più, equilibrato, spesso e volentieri mi trovo a fare i conti con un turbinio interiore a cui non sempre riesco a porre rimedio........... sono abbastanza volubile e lunatica... forse questo dipende anche da una costante indecisione di fondo che mi spinge a pensare sempre troppo (e male) a qualsiasi cosa...
Io, ad esempio, non amo litigare! Anzi, odio proprio farlo e quando assisto alle litigate dei miei genitori o dei miei amici o anche allo scambio di vedute tra un commerciante ed una cliente, beh, mi sale l'ansia... la psicologia vorrebbe che in me ci sia qualche trauma infantile legato ad una qualche litigata che si è impressa in me per sempre ma, a parte questo, fatto sta che io non litigo mai... o quasi... Questo mi porta ad assumere il più delle volte un atteggiamento diplomatico, mediatore, pacifico, a prendere con ironia anche i torti che mi vengono fatti, nascondendomi dietro a battute sarcastiche per evitare lo scontro... Ecco, questa cosa non mi piace!
E credo che questo aspetto del mio carattere influenzi inevitabilmente anche l'aspetto amoroso...
Se io mi arrabbiassi di più e non avessi paura di confrontarmi con gli altri, probabilmente non mi adatterei, come Maggie e, probabilmente, riuscirei a fare ordine in me e a coinvolgere, in questo ordine, anche il mio eventuale partner o comunque, gli altri con cui mi relaziono...
Beh... mattinata introspettiva, direi.... ma ci riflettevo ieri sera e scrivere e rileggere questo pensiero credo lo renda più reale... ed è un passo avanti verso l'Ordine Cosmico......!

giovedì 15 aprile 2010

Blowin' in the wind. Bob Dylan.

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.
How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.
How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.
Dedicata a tutti gli Innocenti prigionieri della violenza, dell'omertà, dell'odio, dell'idiozia umana,
a tutti quelli che credono ancora in un Ideale,
che vivono con Coscienza,
che Sognano,
che Amano,
che Sperano...

domenica 11 aprile 2010

Buona domenica...


Una casa di vetro lungo il fiume
o di notte dietro a un cannocchiale
in ginocchio in un confessionale
o tra le gambe dell'amata ad ansimare
non c'è un posto migliore in cui sognare
il sogno è un altro modo in cui guardare
qualunque terra si può fare mare
non c'è un posto migliore in cui sognare
così insegniamo agli elefanti a mettere le ali
insegniamo ai parlamenti a mettere le ali
insegniamo ai comandanti a mettere le ali
Non è mai troppo tardi
Non si è mai troppo vecchi
una scuola e una cabina elettorale
con la penna in mano prima di votare
davanti a un giudice in un tribunale
su una barca in fuga in mezzo al mare
non c'è un posto migliore in cui sognare
il sogno è un altro mondo in cui guardare
qualunque terra si può fare mare
non c'è un posto migliore in cui sognare
così insegniamo ai più pesanti a mettere le ali
ricordiamo ai parlamenti di mettere le ali
invitiamo gli insegnanti a mettere le ali
non è mai troppo tardi
non si è mai troppo vecchi
per insegnare agli elefanti a mettere le ali
per ricordare ai musicanti di mettere le ali
per invitare tutti quanti a mettersi le ali
Mettere le ali
- Niccolo Fabi -

martedì 6 aprile 2010

365 giorni, 308 anime, 1 dolore infinito...


Non ricordo di preciso cosa stessi facendo, a quest'ora, un anno fa...
forse si... ero fuori, in strada, davanti il bar del mio paese,
con mia madre, sedute, ad aspettare chissà cosa...
a leggere i messaggi di affetto che mi arrivavano in continuazione dai miei amici...
a piangere lacrime amare, indefinite, folli...
lacrime di terrore, paura, incredulità, incertezza...
con la forza di volere capire,
di voler sapere,
di volere vedere.

c'era il sole, proprio come oggi,
un sole caldo, beffardo... sui nostri volti spenti, bui...

non riesco a pensare ad altro...
mi succede così; è come se mi estraniassi.. probabilmente per fuggire a qualcosa che mi inghiottirebbe senza pietà...

e allora voglio piangere da sola, pensare da sola, ricordare da sola,
così mi sento più vicina a tutto quello che è accaduto,
lontana dalle parole fatte
dai pianti degli altri
dal loro dolore

lo provo anche io, lo sento insieme a loro
ma voglio piangere in silenzio

la dignità della mia terra, va rispettata così...

era solo un anno fa...
e ne passeranno altri...

sabato 3 aprile 2010

riflettendo...

... sole

vento

sabato santo

1 anno

incredulità

sorpresa

voglia di cioccolato

ricordo

lacrime

inquietudine

incertezza

curiosità

Auguri...