L'8 marzo di un anno fa, a quest'ora, la donna che ero stata fino a quel punto si stava sgretolando davanti agli occhi lucidi e stanchi di un uomo che lentamente si stava trasformando in un estraneo. Ero stata una donna comprensiva, innamorata, attenta e accomodante; avevo riposto la mia fiducia nelle mani di quell'uomo che, fino a pochi giorni prima, mi giurava amore eterno. La donna che ero stata, quindi, stava trasformandosi inconsapevolmente in un'altra, arrabbiata, incredula, disillusa, svuotata. E lo è ancora oggi.
Sono ancora un po' stanca, certamente più disillusa, ancora ferita. E non mi piace.
Sono diventata più forte? Non lo so. Lo spero. Ciò che so con certezza è che nel mio cuore, nella mia mente, non ci sarà ancora molto spazio per la fiducia. Quando qualcuno a cui tieni quasi più di te, ti delude in quel modo, non puoi tornare a provare fiducia nei confronti di qualcun altro. Sei già certa che, se si interessa a te, lo fa solo per attrazione fisica, per curiosità, per avere qualcuno al suo fianco per un po' e per andarsene, quando lo riterrà opportuno. E allora, in questo anno, ho imparato a fuggire per prima ed ho provato una sensazione di libertà che non avevo mai provato. Ho costruito le mie barriere e mi sono voltata. Ma la mente era ferma a quell'8 marzo, ancora.
Oggi mi sento ancora vuota, stanca, disillusa. Ma sono una donna. Le donne sono la forza. Non ci sono lacrime o sensi di colpa che reggono, di fronte ad una donna consapevole.
martedì 8 marzo 2016
giovedì 20 marzo 2014
Papà
Belli i papà.
Quelli che ti scrutano e non parlano;
quelli con cui basta un gesto d'intesa per sentirsi protetti;
quelli che ti sorridono, la mattina, mentre fai colazione e non ti dicono nulla perché sanno che non sei ancora abbastanza sveglio per rispondere.
Quelli che battono i pugni sul tavolo e poi se ne pentono;
quelli che alzano la voce, tonante, e poi scoppiano in una risata;
quelli che fanno un passo indietro, quando c'è la mamma, in prima fila, a sgridarti.
Quelli che ti ascoltano, come nessun amico ha mai fatto;
quelli che ti rimproverano, perché vogliono vederti crescere;
quelli che ti abbracciano, timidi, dopo aver ricevuto un regalo.
Sono tanti, i papà.
Sono i nostri eroi, quelli che soffrono in silenzio pur di non dover ammettere, davanti a te, che stanno sbagliando e quelli che, se sbagliano, te lo dicono perché devi capire che non sono invincibili... anche se lo sono comunque.
Creature forti, sicure, tenere, i papà.
Ti amano e non te lo dicono. Ma tu lo sai e in quel silenzio c'è tutta la forza del mondo.
Quelli che ti scrutano e non parlano;
quelli con cui basta un gesto d'intesa per sentirsi protetti;
quelli che ti sorridono, la mattina, mentre fai colazione e non ti dicono nulla perché sanno che non sei ancora abbastanza sveglio per rispondere.
Quelli che battono i pugni sul tavolo e poi se ne pentono;
quelli che alzano la voce, tonante, e poi scoppiano in una risata;
quelli che fanno un passo indietro, quando c'è la mamma, in prima fila, a sgridarti.
Quelli che ti ascoltano, come nessun amico ha mai fatto;
quelli che ti rimproverano, perché vogliono vederti crescere;
quelli che ti abbracciano, timidi, dopo aver ricevuto un regalo.
Sono tanti, i papà.
Sono i nostri eroi, quelli che soffrono in silenzio pur di non dover ammettere, davanti a te, che stanno sbagliando e quelli che, se sbagliano, te lo dicono perché devi capire che non sono invincibili... anche se lo sono comunque.
Creature forti, sicure, tenere, i papà.
Ti amano e non te lo dicono. Ma tu lo sai e in quel silenzio c'è tutta la forza del mondo.
domenica 12 maggio 2013
Paranoie
Sono un'assistente scolastica da quattro anni.
Sono un'educatrice professionale.
Sono diplomata al liceo socio-psico-pedagogico.
Sono anni che seguo un determinato percorso...
ma ora non sono certa che questa sia la mia vera strada.
Ho l'ansia, la preoccupazione, il timore di non essere pienamente convinta di ciò che ho fatto e continuo a fare...
Mi intimoriscono le situazioni nuove, difficoltose.
Ho paura... non so bene di cosa... forse di non essere all'altezza, di non riuscire a fare bene il mio lavoro...di non sapere cosa fare di fronte ad un problema...
ed ora? come si fa?.........
domenica 14 aprile 2013
Oggi, dopo - quasi - una vita, sono tornata in chiesa.
Non ne avevo molta voglia, in realtà. Stare lì dentro, ultimamente, mi da un senso di claustrofobia e, ogni volta che vado, mi sento di dover fuggire... di stare perdendo tempo...
Questa mattina, invece, sono rimasta...volentieri.
Il sacerdote è un amico di famiglia. L'aspetto minuto e rassicurante è perfettamente in accordo con le sue parole, il suo modo di esprimerle e le sue intenzioni.
In quei scarsi quindici minuti di omelia mi sono resa conto di stare attenta come rapita da quello che stavo ascoltando.
Penso di non riuscire più a Credere come una volta. Circostanze, cambiamenti, presa di coscienza e la volontà di avere un pensiero totalmente libero da qualsiasi forma di condizionamento hanno fatto sì, col tempo, che mi allontanassi da questo mondo ma questa mattina sono tornata ad esserne felicemente affascinata.
Ho pensato che deve esserci qualcosa di speciale, fuori dall'ordinario, in chi, realmente, affida la propria vita ad una Fede. Credere che ci sia un Essere ultraterreno, che si è fatto Uomo e che ci ha salvati...è impegnativo...
Ho pensato che fossero affascinanti tutte quelle metafore, quelle simbologie nascoste dietro ad un Vangelo... il suo significato, la sua interpretazione...
Così com'è interessante accostarsi a qualsiasi tipo di religione. Anche i monaci buddisti sono circondati da un alone di mistero e di trascendenza che non possono fare altro che rapire chi vi si accosta. Le preghiere islamiche, i loro rituali, il loro modo di venire espresse, affascinano, senza dubbio.
Non so se la fascinazione sia la forza delle Religioni. Avere Fede presuppone che ci si affidi a qualcosa, qualcuno che non si può conoscere fisicamente, praticamente... è restare affascinati dalla sensazione di benessere, credo, che la Fede dà..
Continuo nel mio cammino di scetticismo...! Ma anche io resto affascinata, ogni volta, ogni mattina, ogni sera, dal Cielo, dagli Alberi, dalle Nuvole, dal Sole...nelle mie stanze... è una Fede, anche questa...? credo di sì...
Non ne avevo molta voglia, in realtà. Stare lì dentro, ultimamente, mi da un senso di claustrofobia e, ogni volta che vado, mi sento di dover fuggire... di stare perdendo tempo...
Questa mattina, invece, sono rimasta...volentieri.
Il sacerdote è un amico di famiglia. L'aspetto minuto e rassicurante è perfettamente in accordo con le sue parole, il suo modo di esprimerle e le sue intenzioni.
In quei scarsi quindici minuti di omelia mi sono resa conto di stare attenta come rapita da quello che stavo ascoltando.
Penso di non riuscire più a Credere come una volta. Circostanze, cambiamenti, presa di coscienza e la volontà di avere un pensiero totalmente libero da qualsiasi forma di condizionamento hanno fatto sì, col tempo, che mi allontanassi da questo mondo ma questa mattina sono tornata ad esserne felicemente affascinata.
Ho pensato che deve esserci qualcosa di speciale, fuori dall'ordinario, in chi, realmente, affida la propria vita ad una Fede. Credere che ci sia un Essere ultraterreno, che si è fatto Uomo e che ci ha salvati...è impegnativo...
Ho pensato che fossero affascinanti tutte quelle metafore, quelle simbologie nascoste dietro ad un Vangelo... il suo significato, la sua interpretazione...
Così com'è interessante accostarsi a qualsiasi tipo di religione. Anche i monaci buddisti sono circondati da un alone di mistero e di trascendenza che non possono fare altro che rapire chi vi si accosta. Le preghiere islamiche, i loro rituali, il loro modo di venire espresse, affascinano, senza dubbio.
Non so se la fascinazione sia la forza delle Religioni. Avere Fede presuppone che ci si affidi a qualcosa, qualcuno che non si può conoscere fisicamente, praticamente... è restare affascinati dalla sensazione di benessere, credo, che la Fede dà..
Continuo nel mio cammino di scetticismo...! Ma anche io resto affascinata, ogni volta, ogni mattina, ogni sera, dal Cielo, dagli Alberi, dalle Nuvole, dal Sole...nelle mie stanze... è una Fede, anche questa...? credo di sì...
lunedì 8 aprile 2013
Il tempo passa in fretta...
La sera del 6 aprile,
quest'anno,
un sabato,
sono uscita. Ero in un pub con degli amici. Il posto era stracolmo di persone.
Siamo usciti come ogni sabato.
Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato... come al solito.
Era un sabato speciale, però, quello...
Quattro anni fa,
la sera del 6 aprile,
ero in macchina
ad attendere che succedesse qualcosa,
qualsiasi cosa
che ci portasse via di lì.
Ero a cena, quindi e ho pensato, più di una volta, che non abbiamo accennato minimamente a cosa è accaduto quattro anni fa, proprio in quel giorno.
Non se ne è parlato e, guardandomi intorno, ho immaginato che nessuno dei presenti stesse parlando di questo.
Credo che sia stata una decisione netta, tacita, un accordo comune, esorcizzante.
Credo che ognuna di quelle persone, tra una risata e l'altra, abbia rivolto il proprio pensiero almeno per un momento a quello che succedeva quattro anni fa.
Qualcuno forse era in macchina, come me.. qualcun altro probabilmente era già fuggito... tutti eravamo di certo smarriti, persi, increduli, spaventati.
L'altra sera nessuno ha accennato a quanto successo.
Non so come pensare a questo. Di certo il non detto, a volte, fa molto più rumore delle parole.
I nostri pensieri facevamo rumore.
Potevo sentirli, immaginarli, toccarli quasi.
Ma il senso di auto protezione che ci accomuna ci ha permesso di nasconderli con un sorriso, una battuta e un bicchiere di birra.
E andiamo avanti.
...
quest'anno,
un sabato,
sono uscita. Ero in un pub con degli amici. Il posto era stracolmo di persone.
Siamo usciti come ogni sabato.
Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato... come al solito.
Era un sabato speciale, però, quello...
Quattro anni fa,
la sera del 6 aprile,
ero in macchina
ad attendere che succedesse qualcosa,
qualsiasi cosa
che ci portasse via di lì.
Ero a cena, quindi e ho pensato, più di una volta, che non abbiamo accennato minimamente a cosa è accaduto quattro anni fa, proprio in quel giorno.
Non se ne è parlato e, guardandomi intorno, ho immaginato che nessuno dei presenti stesse parlando di questo.
Credo che sia stata una decisione netta, tacita, un accordo comune, esorcizzante.
Credo che ognuna di quelle persone, tra una risata e l'altra, abbia rivolto il proprio pensiero almeno per un momento a quello che succedeva quattro anni fa.
Qualcuno forse era in macchina, come me.. qualcun altro probabilmente era già fuggito... tutti eravamo di certo smarriti, persi, increduli, spaventati.
L'altra sera nessuno ha accennato a quanto successo.
Non so come pensare a questo. Di certo il non detto, a volte, fa molto più rumore delle parole.
I nostri pensieri facevamo rumore.
Potevo sentirli, immaginarli, toccarli quasi.
Ma il senso di auto protezione che ci accomuna ci ha permesso di nasconderli con un sorriso, una battuta e un bicchiere di birra.
E andiamo avanti.
...
mercoledì 3 aprile 2013
Aprile, 6
Esistono ferite enormi
che non si rimarginano,
bruciano solo un po' meno, col tempo,
ma non guariscono.
Si finisce di medicarle, di cambiare cerotto
e proprio quando pensi che si stiano rimarginando
qualcosa torna a colpirle,
con forza
come la prima volta
e bruciano
pulsano
provi ad arginarle con le mani
con la mente
ma si riaprono
e devi trovare un altro cerotto
ancora più grande del primo
perché, chissà come,
l'eco di quel dolore
seppure sommesso ed offuscato
sembra più grande
più ampio
arriva da lontano
e porta con sé un alone di profonda tristezza
grigiore
inquietudine
che avvolge
e riapre i ricordi
sanguinanti
...
che non si rimarginano,
bruciano solo un po' meno, col tempo,
ma non guariscono.
Si finisce di medicarle, di cambiare cerotto
e proprio quando pensi che si stiano rimarginando
qualcosa torna a colpirle,
con forza
come la prima volta
e bruciano
pulsano
provi ad arginarle con le mani
con la mente
ma si riaprono
e devi trovare un altro cerotto
ancora più grande del primo
perché, chissà come,
l'eco di quel dolore
seppure sommesso ed offuscato
sembra più grande
più ampio
arriva da lontano
e porta con sé un alone di profonda tristezza
grigiore
inquietudine
che avvolge
e riapre i ricordi
sanguinanti
...
martedì 26 febbraio 2013
Piove....governo ladro!
E' quantomeno snervante vivere in un Paese che dopo vent'anni di una folle, imbarazzante e incosciente politica continua a dare fiducia a chi, di questo, ha fatto la sua ragione di vita e ce l'ha fatta subire per tutto questo tempo.
Non riesco a credere che il mio popolo sia così superficiale.
Non posso pensare che si fidino di qualcuno che non ha la minima idea di cosa siano il buon senso, il buon gusto, la dignità, l'onore.
E il bello è che si vergognano certamente di appoggiare persone così. Sì perché non lo dicono, non lo dichiarano, si nascondono... e questo fa di loro delle persone ipocrite e cattive.
Chissenefrega di quello che pensano tutti gli altri, quelli più importanti di noi, ai quali dobbiamo per forza aggrapparci per non naufragare.
No, non è vero. E' tutto perfetto. Tutto va come deve andare. Non c'è nessun problema. La crisi è un'invenzione. L'Europa è un'utopia. Non abbiamo bisogno di nessuno, noi.
...
Nemmeno due anni fa queste stesse persone che tornano alla luce, ora, ci hanno portato sul baratro della rovina. Ecco perché si sono dovute dimettere. Ecco perché gli altri Stati ridevano di noi. Ecco perché non è possibile adesso dare fiducia a degli irresponsabili, a dei buffoni, a degli incompetenti.
Non si tratta di credere a delle promesse, ovviamente vane, come lo sono state finora (ma anche di questo hanno perso memoria), quanto di dare fiducia a uomini che ci prendono palesemente in giro.... "però so' simpatici!" ... questa è certamente larisposta di molti....
Certo, perché stiamo votando per il circo, non per un governo che ci salvaguardi!!!
sono sconcertata...e credo che questo stato d'animo mi accompagnerà per molto, troppo, tempo.....
Non riesco a credere che il mio popolo sia così superficiale.
Non posso pensare che si fidino di qualcuno che non ha la minima idea di cosa siano il buon senso, il buon gusto, la dignità, l'onore.
E il bello è che si vergognano certamente di appoggiare persone così. Sì perché non lo dicono, non lo dichiarano, si nascondono... e questo fa di loro delle persone ipocrite e cattive.
Chissenefrega di quello che pensano tutti gli altri, quelli più importanti di noi, ai quali dobbiamo per forza aggrapparci per non naufragare.
No, non è vero. E' tutto perfetto. Tutto va come deve andare. Non c'è nessun problema. La crisi è un'invenzione. L'Europa è un'utopia. Non abbiamo bisogno di nessuno, noi.
...
Nemmeno due anni fa queste stesse persone che tornano alla luce, ora, ci hanno portato sul baratro della rovina. Ecco perché si sono dovute dimettere. Ecco perché gli altri Stati ridevano di noi. Ecco perché non è possibile adesso dare fiducia a degli irresponsabili, a dei buffoni, a degli incompetenti.
Non si tratta di credere a delle promesse, ovviamente vane, come lo sono state finora (ma anche di questo hanno perso memoria), quanto di dare fiducia a uomini che ci prendono palesemente in giro.... "però so' simpatici!" ... questa è certamente larisposta di molti....
Certo, perché stiamo votando per il circo, non per un governo che ci salvaguardi!!!
sono sconcertata...e credo che questo stato d'animo mi accompagnerà per molto, troppo, tempo.....
martedì 12 giugno 2012
Serè......!
Eccomi qua... ogni tanto torno ad affacciarmi in questo spazio di cui dovrei certamente avere maggiore cura...
Ci torno quando ho qualcosa da dire o, meglio, quando nella mia testa concretizzo i pensieri...attività che mi resta molto complicata.........
Ecco... ho da dire questo: la complessità umana è un guaio...ma serio!
E i sentimenti poi...ah....sono i peggiori....ce la mettono tutta per farti cadere, sbilanciare...ti destabilizzano e entri così in un vortice di pensieri, emozioni, sensazioni, istinti che ti fanno paura perché temi costantemente di non poterli controllare...
Ecco...di nuovo... in questo periodo le mie emozioni mi stanno destabilizzando... e mi trovo a chiedermi: "ma ne sei sicura? pensaci bene...non fare la stronza...è solo un momento...passerà...."
Già... passerà.... e se fosse un altro di quei treni che lasci passare perché è un rischio prenderli? e se poi ti penti di essere rimasta lì, nella tua sicura e collaudata stazione a pensare: "chissà dove mi avrebbe portato, quell'affascinante e intrigante 'ammasso di ferro'...!?"
uff....eccomi alle mie solite paranoie.....
non se ne esce..... No........
Ci torno quando ho qualcosa da dire o, meglio, quando nella mia testa concretizzo i pensieri...attività che mi resta molto complicata.........
Ecco... ho da dire questo: la complessità umana è un guaio...ma serio!
E i sentimenti poi...ah....sono i peggiori....ce la mettono tutta per farti cadere, sbilanciare...ti destabilizzano e entri così in un vortice di pensieri, emozioni, sensazioni, istinti che ti fanno paura perché temi costantemente di non poterli controllare...
Ecco...di nuovo... in questo periodo le mie emozioni mi stanno destabilizzando... e mi trovo a chiedermi: "ma ne sei sicura? pensaci bene...non fare la stronza...è solo un momento...passerà...."
Già... passerà.... e se fosse un altro di quei treni che lasci passare perché è un rischio prenderli? e se poi ti penti di essere rimasta lì, nella tua sicura e collaudata stazione a pensare: "chissà dove mi avrebbe portato, quell'affascinante e intrigante 'ammasso di ferro'...!?"
uff....eccomi alle mie solite paranoie.....
non se ne esce..... No........
martedì 28 febbraio 2012
.
mi sarei aspettata tante altre cose...
ma si sa,
le aspettative vengono spesso deluse ...
ed io ci casco sempre.
domenica 5 febbraio 2012
la magia della neve...
troppa, forse
e a me sembra di essere sospesa..in bilico..nel tempo e nello spazio
mi sembra che tutto si sia fermato..bloccato
fisicamente è così, purtroppo...
ma parlo di una sensazione
non conto nemmeno i giorni
non mi sembra febbraio
mi sembra di non uscire da un'eternità
mi sembra che tutto si sia fermato chissà quanto tempo fa....
ad un certo punto si scioglierà anche questa sensazione...
e si tornerà alla famosa "vita di tutti i giorni"
e allora questo non-tempo svanirà...come nelle favole...
lunedì 23 gennaio 2012
sabato 14 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
...
Dopo qualche anno di permanenza in un posto mi stufo e vorrei andare altrove...
cambiare città..vita..casa..abitudini..amicizie..
mah..
è tornata anche stavolta.. con l'aggravante che non vedo possibilità di costruirmi una vita "seria" da queste parti.. un 'intera città non c'è più.. si è sgretolata davanti ai miei occhi ed io ho vissuto il suo declino.. una città inesistente...come si può vivere in una città inesistente?
non si può..
non si può più ...
e quindi dovrei andare via..
volevo andare via anche dieci anni fa..attratta da un posto che credevo (a ragione) mi fosse più congeniale... ma ora..
ora sono stanca anche di questo ...

martedì 13 dicembre 2011
Solo un uomo -N. Fabi-
E' solo un uomo quello di cui parlo
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra quando striscia
le sue serate le sue ferite
le donne amate e poi dimenticate
dell'ambizione della speranza
le ragnatele della sua stanza
di quando ha paura di morire
e un orgasmo la fa tremare
di quando la vita non è così come appare
e' solo un uomo quello di cui parlo
quando inciampa nella sua ombra
quando cammina sull'acqua e non affonda
e' solo un uomo quello di cui canto
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona
parlo di quando spara a suo fratello
e s'inginocchia a un portafoglio
quando osserva l'infinito
attraverso il suo ombelico
quando sventola una bandiera
o ci si nasconde dietro per paura
una menzogna è più cattiva
nascosta dentro una preghiera
e' solo un uomo quello di cui parlo
di una doccia dopo un tradimento
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto
è solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire e solo partire
o è anche scappare
è solo un uomo quello che mi commuove
che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare
è solo un uomo ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore si deve conservare
si deve trasformare
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra quando striscia
le sue serate le sue ferite
le donne amate e poi dimenticate
dell'ambizione della speranza
le ragnatele della sua stanza
di quando ha paura di morire
e un orgasmo la fa tremare
di quando la vita non è così come appare
e' solo un uomo quello di cui parlo
quando inciampa nella sua ombra
quando cammina sull'acqua e non affonda
e' solo un uomo quello di cui canto
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona
parlo di quando spara a suo fratello
e s'inginocchia a un portafoglio
quando osserva l'infinito
attraverso il suo ombelico
quando sventola una bandiera
o ci si nasconde dietro per paura
una menzogna è più cattiva
nascosta dentro una preghiera
e' solo un uomo quello di cui parlo
di una doccia dopo un tradimento
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto
è solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire e solo partire
o è anche scappare
è solo un uomo quello che mi commuove
che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare
è solo un uomo ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore si deve conservare
si deve trasformare
sabato 10 dicembre 2011
Sarena pensa....(pure troppo)
Mi ostino a voler chiarire quello che non mi quadra, quello che mi fa soffrire, quello che mi lascia perplessa. E continuo a farlo con le persone a cui tengo di più (anche perché di chiarire con gli altri non mi interessa poi molto...) Però ogni volta, puntualmente, vengo fraintesa, non ascoltata, non capita. O, semplicemente, gli altri capiscono solo quello che vogliono...
Nei rapporti che considero "veri" (e forse sbaglio anche in questo) credo sia di fondamentale importanza dirsi le cose dritte in faccia; con i dovuti modi, certo, ma è un dovere farlo: ci si confronta, si superano le perplessità che si hanno e magari ci si accorge che ci si è semplicemente fraintesi e allora, amici come prima più di prima!
Ma ho capito che alle persone non piace chiarire (l'ho capito ma non riesco a fare a meno di volere chiarezza a tutti i costi....)
Non piace confrontarsi? Non piace esporsi? Non piace dire quello che si pensa? Piace invece nascondersi dietro un atteggiamento di finta accondiscendenza, di falsa tolleranza così poi, quando fai presente che non sei così idiota e quindi capisci quando un atteggiamento non è poi così sincero, la colpa è tua che "ti fai troppi problemi"....!
E insomma alla fine ti assalgono pure i dubbi perché pensi davvero di essere diventata paranoica...
Dovrei crescere... lo so... o forse dovrei diventare più egoista e lasciare che siano gli altri a chiedermi, a cercarmi, a volermi parlare... Significherebbe mettermi sulla difensiva....
potrei diventare un portiere.......
sabato 26 novembre 2011
...così ....
Ma perché si deve essere sempre vincenti?
Non posso semplicemente provare a fare sempre del mio meglio senza dover affannarmi a correre più veloce degli altri perché altrimenti mi fregano il posto?!
E' una lotta perenne e quotidiana.. devi sorpassare perché devi essere il più veloce;
ti devi sedere in prima fila altrimenti non ti nota nessuno e non puoi elargire i tuoi sorrisetti finti nella speranza che vengano ricambiati da chi ti sta seduto di fronte;
devi avere sempre la risposta pronta perché altrimenti non sai farti valere;
devi avere sempre la battuta a portata di mano, altrimenti sei banale;
dei sempre urlare più degli altri, sennò chi ti sente!
Devi farti valere! Non farti fregare da chi ti vuole superare nella fila alle Poste, da chi vuole schiacciare te e la tua utilitaria col suo enorme SUV, da chi ti guarda con aria di superiorità solo perché ricopre un ruolo più retribuito del tuo, da chi considera la tua educazione una forma di sottomissione...
Mi sono stancata dei prepotenti.
Io non lo sono..non lo sono mai stata e non voglio esserlo!
Non sono frustrata da questi atteggiamenti...sono semplicemente infastidita...
Molte volte sono arrivata dietro agli altri e molte altre ho lasciato che gli altri arrivassero prima di me.. perché in quel momento mi sembrava giusto così e credo ancora che lo fosse!
Non voglio urlare, perché sembrerei solo una patetica oca starnazzante in mezzo a tante altre.
Voglio essere gentile...voglio portare rispetto e non voglio negare una parola buona, un gesto carino e un sorriso quando è necessario.
Non voglio sembrare buonista ma non voglio nemmeno diventare una "macchina da guerra".. non è nella mia natura.
Voglio restare nelle seconde file, se necessario e guardare da lì il circo che gira istericamente di fronte a me.
mercoledì 23 novembre 2011
echetelodicoafa'....
Ma... questi momenti di sconforto misto a incertezza, tristezza, fastidio, stanchezza.... saranno normali???
lunedì 14 novembre 2011
la MIA canzone...
Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
domenica 13 novembre 2011
Oh!
L'Italia
finalmente
tira un sospiro di sollievo...!
Ci meritiamo tutta la credibilità che ci spetta di diritto!
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