mercoledì 14 ottobre 2009

Matilde odiava i gatti

Trovava di pessimo gusto
gli eccentrici culturisti dal fiato corto,
le bambole di porcellana adagiate sul letto
tra pizzi e merletti.

Trovava di pessimo gusto
le smanie d’onnipotenza,
quei cani grotteschi in ceramica esposti nell’atrio,
l’indiscrezione, sproloqui gratuiti.

Margherite bianche tra i capelli neri,
Matilde odiava i gatti,
gli arrampicatori sociali,
le cravatte verdi,
le spiagge affollate.
Matilde odiava i gatti,
parenti, vicini e lontani.
Trovava di pessimo gusto
la pornografia occidentale,
il rigore similcattolico,
labbra siliconate ipertrofiche.

Margherite bianche tra i capelli neri,
Matilde odiava i gatti,
gli arrampicatori sociali,
le cravatte verdi,
le spiagge affollate.
Matilde odiava i gatti,
parenti, vicini e lontani.
Margherite bianche tra i capelli neri,
Matilde odiava i gatti, parenti, vicini e lontani.

Matilde odiava il tanfo d’urina,
tipico dei gatti in calore.
Un giorno prese la pistola dal cassetto e sparò.
Ne colpì uno grigio e lo vide cadere a terra esanime.
Ma pose fine al proprio dramma
soltanto nel momento in cui
premette il grilletto contro se stessa.

Margherite bianche tra i capelli neri,
Matilde odiava i gatti,
gli arrampicatori sociali,
le cravatte verdi,
le spiagge affollate.
Matilde odiava i gatti,
parenti, vicini e lontani
Carmen Consoli

chi sei....

E per te
che sei sempre sicuro di avare ragione
che non perdoni niente
e nessuno
nemmeno le persone che davvero sono interessate a te
quando fai così annulli tutto
e tutti
annulli quanto di buono e bello c'è stato
o era anche solo apparso...
Ma non puoi avere sempre ragione
non hai sempre ragione
impara a riconoscerlo
impara a lasciarti andare
a fidarti delle persone
a fidarti di me
..
non hai voluto farlo
mi hai lasciata in un angolo
ma nella mischia
insieme agli altri che
non sono alla tua altezza...
ci avevo creduto
stavo iniziando a crederci ancora più concretamente
ma tu non mi hai lasciato il campo libero...
e allora
a te che sei sempre e solo ostinatamente TE STESSO....
va il mio deluso saluto...

lunedì 12 ottobre 2009

Zingaro felice.


Un uomo sui trent'anni
come un sacco di altra gente
basta poco per ferirlo
per lasciarlo indifferente
una vita di avventure
a rincorrere una meta
a bussare a un'altra porta
per entrare in un'altra vita
una macchina modesta
che per lui sara' un gioiello
qualche sigaretta in tasca
e niente fiore nel suo occhiello
La sua timidezza
e' a volte l'arma sua migliore
un sorriso per nascondersi
e gli occhi per parlare
C'e' uno zingaro felice
che si sveglia ogni mattina
con la voglia di partire
e con la testa sulla luna

c'e' uno zingaro nascosto
dentro il cuore di ogni uomo
quando molleresti tutto
per andare via lontano
Cosi' come viene
questo senso di voglia di liberta'
Cosi' ci appartiene
anche il tempo
che tanto non tornera'
Cosi' tutto il resto
non c'e' piu'
Oggi e' un giorno nuovo
dice la televisione
il futuro e' un mistero
tranne qualche previsione
e se e' vero che il passato
fa lo scemo e s'e' nascosto
io lo cerchero' per dirgli
sei passato troppo presto
C'e' uno zingaro felice
dentro il cuore di ogni donna
quando la natura esplode
e ti chiameranno mamma
c'e' uno zingaro nascosto
dentro un cane senza razza
se lo incontrerai per strada
non negargli una carezza
Cosi' come viene
tanto per dire che
ho un amico in piu'

Cosi' ci conviene
per sopportare un boccone
che non va giu'
Cosi' che tutto il resto non c'e' piu'
Alex Britti

domenica 11 ottobre 2009

Rimmel.

E qualcosa rimane, fra le pagine chiare, fra le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni, i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco.
Ma un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia.
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.
Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevi ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona e quando io, s
enza capire, ho detto sì.
Hai detto "E' tutto quel che hai di me".
È tutto quel che ho di te.
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.
Francesco De Gregori

venerdì 9 ottobre 2009

la "mia" Natura...



Mentre sono qui a scrivere, il Sole è letteralmente nella mia stanza...

La luce rischiara questo tavolo, questa tastiera, questi post-it attaccati al monitor, i libri, gli appunti.. tutto, intorno a me, è baciato dal Sole!

Il titolo di questo piccolo spazio autocelebrativo è Il Sole in una stanza.... spesse volte è così... il Sole rischiara spesso le mie giornate, i miei pensieri che, soprattutto in questo periodo, sono piuttosto oscuri, le mie emozioni...

Non riesco a spiegare bene cosa provo quando la mattina, svegliandomi, mi accorgo che fuori dalla finestra brilla il Sole. E' la stessa sensazione che provo quando sono vicina agli alberi..

un senso di benessere, di tranquillità, di calma... è come se il tempo andasse a rilento...

riesco ad assaporare il calore del Sole e il profumo degli alberi come se fossero parte di me...

mi fanno sentire bene...

Ne sento il fisiologico bisogno, devo necessariamente godere della luce e del calore del Sole, non ne posso fare a meno...

non posso fare a meno del verde degli alberi, dei fiori, dei prati, delle colline...

Sono sensazioni speciali... istintive, primordiali, forse... mi fanno stare bene...ed è così che voglio stare...



martedì 6 ottobre 2009

riflessione...


" Un piccolo uomo cencioso e scalzo, ammanettato tra due carabinieri, procedeva a balzelloni nella strada deserta e polverosa, come in un penoso ritmo di danza, forse perchè zoppo o ferito a un piede. Tra i due personaggi... il piccolo uomo aveva un aspetto terroso, come di un animale catturato in un fosso... L'immagine pietosa e buffa mi apparve e venne incontro mentre mi trovavo seduto sulla soglia di casa, col sillabario sulle ginocchia.
In questo stesso momento udii sopraggiungere il passo pesante di mio padre. "Guarda com'è buffo", gli dissi ridendo.
Mio padre mi fissò severamente, mi sollevò di peso tirandomi per un orecchio e mi condusse nella sua camera.
Non l'aveo mai visto così malcontento con me.
"Cosa ho fatto di male?" gli chiesi stropicciandomi l'orecchio indolenzito.
"Non si deride mai un detenuto, mai".
"Perchè no?".
"Perchè non può difendersi. E poi perchè forse è innocente. In ogni caso perchè è un infelice".

I.Silone, Uscita di sicurezza.

domenica 4 ottobre 2009

L'Aquila, 1. 10. 2009



dal ponte dell'autostrada, di notte, sembri sempre la stessa...
quell'aura giallina dei lampioni, mi riporta indietro nel tempo... alle sere d'estate, alle sere d'inverno, alle sere di un inizio di aprile che non dimenticherò...
sei lì...inerme...ad aspettare che qualcuno, qualcosa, ti venga ad aiutare... so che aspetti fiduciosa... sei forte tu, nonostante tutto..
ma so che piangi, che urli, in silenzio... come me...
è troppo difficile da spiegare...
non lo capiranno mai... non l'hanno vissuto...
ti fanno coraggio..."tornerai a volare", certo...
ma quando non si sa, e intanto io ti aspetto, qui, in silenzio
aspetto che tu torni a chiamarmi di nuovo, a viverti di nuovo.
E' come perdere un amore, un amico, una mamma... passerà
ma resterà una ferita insanabile...in te, in me, nell'anima di tutti.
è così.... e non resta altro da dire...